Recensione “L’ultimo giorno” – Glenn Cooper

Autore : Glenn Cooper
Casa Editrice : Editrice Nord

“ Forse la verità era un altra, ed era terribile, oltre ad essere in contraddizione con tutto in cui lui credeva: il mondo era dominato dal caso, Dio era un’illusione, una falsa speranza. Non esisteva nessun grande architetto.”

La prima opera che Cooper ambienta totalmente nel presente. Il tema è utopistico, in cui l’autore sviluppa una visione in cui prova che una vita ultraterrena potrebbe causare la fine della società umana attraverso una droga che fornisce una prova dell’esistenza di vita dopo la morte ma che crea dipendenza e spinge in folli gesti. 

Questo thriller comunque è mozzafiato, i due personaggi principali, l’agente dell’FBI Cyrus O’Malley e lo scienziato Alex Weller, fanno il loro incontro dinanzi ad una prima vittima, un infermiere; sulla lista degli indiziati comparirà Alex Weller, un ricercatore dell’Università di Harvard che ossessivamente si chiede cosa c’è dopo la morte, al punto tale da fondare una società organizzando periodicamente dei salotti di discussione per cercare di trovare il modo di sperimentare concretamente l’aldilà.
Nelle ultime pagine del romanzo il monito è sì che la conoscenza scientifica è uno strumento sempre più prezioso ma sicuramente non fornisce le risposte alle domande che riguardano il destino dell’uomo nell’aldilà

Cooper rimane con uno stile molto lineare, forse manca un pizzico di suspense e qualche colpo di scena che avrebbero reso questo romanzo un altro capolavoro di un’autore che seguo da ormai tanti anni.


Gianpiero